Dialetu, lesiun 34

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Con la puntata 34 chiudiamo la lettera “S”.

Scumpatéla (capriola) dal latino saltatiuncula

Scùre (rincorrere, mandar via) dal latino excurrere (letteralmente “correre fuori”)

Scurezin (cintura) dal latino corrigia (stringa) con prefisso ex e suffisso diminutivo

Scusà (grembiule) dal longobardo skauts, (grembo) da cui anche Scòsu (stesso significato)

Scutizà (curiosare) la stessa voce, in genovese, significa “bruciacchiare” e viene fatta derivare dal latino ex cocticius (quasi cotto). La voce imperiese potrebbe essere una evoluzione semantica, oppure derivare dal greco skotopia nel significato originario di “adeguarsi all’oscurità”. Esistono anche Scutìzu (sporcizia) e Scutizuzu (sporco, ripugnante)

Scüà (ripulire) da Scua (scopa) probabile derivazione dal latino scopa forse attraverso il provenzale escura

Scuàsu e Scuvàsu (scopino del fornaio) da Scua più suffisso. Vedi l’italiano scopazzo

Scürsa (scorciatoia) e Scürsà (accorciare) dal latino popolare excurtiare (scorciare)

Scüu ( buio e anta) dal latino (ob)scurus, vedi anche l’italiano scuro, col doppio significato

Seàsu (setaccio) dal latino tardo  saetacium

Secòllu (scossone) dal latino popolare ex corrotulo, francese seconer con significati analoghi

Secùnda (placenta) voce onomatopeica (viene “partorita” dopo il feto)

Sedunca vedi Dunca

Segnüe (punti di riferimento per traguardare una posizione in mare) dal latino signum (segno)

Ségue (ragadi) dal latino popolare setulae (letteralmente “fessure”)

Séia (sera) dal latino tardo (dies) sera = giorno tardo

Séleu e Seleru (sedano) dal greco selinon attraverso il francese celeri

Semia (favilla, scintilla) dal greco sema (segno)

Sénciu (singolo) dal latino simplus, con significato analogo

Sènta (cintura) dal latino cincta

Senta (fogna) derivato da sentina, il luogo della nave dove si raccolgono i liquidi di scolo

Séppu (ceppo) dal latino cippus nel significato di palo (per trincea)

Sèra (sega) dal latino serra, stesso significato

Sèrne (scegliere) dal latino cernere (dividere)

Seròn (carradore, fabbricante di carri) dal francese charron

Servà e Serbà (conservare) dal latino servare, stesso significato, come lo spagnolo servar

Seùla (cipolla) dal latino tardo cepulla

Sezì (pignorare) dal francese saizir

Sgaià (sprecare) dal francese antico esguarier (provenzale degaiar)

Sgarugnà (graffiare, escoriare) dal franco skerran, provenzale esguirar

Sghindà (deviare, sgarrare) dal germanico wandian (girare), da cui anche lo spagnolo guindar (propriamente “alzare”) e il francese guinder

Sgöiua (pelle di muta della biscia) forse collegato a Sgröja, oppure onomatopeico derivato da Sgugià (scivolare)

Sgrésu (grezzo, ordinario) dal latino popolare gregius

Sgröja (buccia) l’ipotesi più probabile è una derivazione dal greco caryon (guscio di noce) con l’aggiunta del prefisso

Sguarneu (abbondanza) dal germanico warnjan (fornire, dotare) come l’italiano guarnito

Sguàru (lacerazione, strappo) dallo spagnolo desgarro. Vedi anche il provenzale esguirar. Ma viene ipotizzato anche il franco skerran, tutti con significati analoghi

Sguasà (risciacquare) come l’italiano guazzo, viene riferito al latino popolare aquatio o aquacea

Slìgia (frana) dallo spagnolo deslizar (scivolare)

Smangià (prudere, corrodere) evoluzione di Mangià. Vedi anche il francese demanger

Smargiàssu (borioso) come l’italiano smargiasso, dal greco smarageo (letteralmente “rumoreggio”)

Smoccu (abito da cerimonia) insolita (e recente) derivazione dall’inglese: smoking

Smurtà (spegnere) dal latino popolare admortare, attraverso il provenzale amortar

Sotta (fossa, buca) anche Ciota, il che fa pensare al catalano clota da un probabile latino medioevale di significato analogo clotta

Sö (sorella) dal latino soror, attraverso il francese soeur

Söxua (suocera) e Söxuu (suocero) come l’italiano, dal latino socer (voci derivate dall’italiano, in ligure mia suocera e mio suocero si dice più correttamente “Me Madonna” e “Me Messé”)

Spantegàu (sparpagliato) dal latino expandere (allargare)

Spàntu (versato) dal latino expansus (steso)

Sparagnìn (avaro) dal germanico sparanjan

Spartì (dividere) dal latino partire (separare)

Spassùia (scopa) dal latino spatium (originariamente spazio)

Spegasìn (imbianchino) dal latino picare (letteralmente “impeciare”) con prefisso “ex”

Spegetti (occhiali) dal latino specere (guardare) + suffisso diminutivo

Spégiu (specchio) dal latino speculum (specchio)

Spelinsegà (piluccare) dallo spagnolo pellitzgar, (letteralmente pizzicare, prendere)

Spetassà (spiaccicare) dal latino ex pittacium (il pittacium era un piccolo pezzo di stoffa sul quale si spalmavano unguenti e impiastri da applicare alla parte dolente del corpo)

Spìgu (spigolo) dal latino spiculum (pungiglione)

Spréscia (fretta) da un latino popolare pressia, da cui anche l’italiano prescia ed il francese presse (impazienza). Ma Sprèscia significa anche il lato interno della fascia, vicino al muro superiore, con passaggio semantico spiegabile forse con il fatto che si trattava di un passaggio più agevole e veloce

Spruinà (piovigginare) dal latino pruina (brina) attraverso il francese bruine = pioggia fine

Spuncià (spingere) dal latino punctiare attraverso il provenzale punchar

Spurtiöa (la patta dei pantaloni) derivato dal latino porta, con prefisso ex, e suffisso diminutivo (porticciola)

Stàcca (tasca) dal tedesco antico taska, con metatesi della “s”

Stàgiu (lettiera della stalla e la stessa stalla) dal latino stabulum (ricovero per animali)

Stalìu (raffermo) probabile prestito dall’inglese stale che ha lo stesso significato

Stenteàssu (afa) da Stenze (soffocare, ma anche spegnere il fuoco) dal latino extinguere (spegnere)

Stìssa (goccia, ma anche niente) dal latino stilla

Stiva come l’italiano stufa, dal greco typhos (letteralmente “fumo”)

Straccu (stanco morto) dal longobardo strack

Stracuà (arenarsi) dall’italiano antico straccare, col significato di naufragare, probabile derivazione dal latino extra aqua, nel senso di finire fuori dall’acqua

Strafalàiu (disordinato) dallo spagnolo estrafalario

Strafì (frusta) come l’italiano staffile, dal longobardo staffa (letteralmente predellino, poi passato ad indicare le staffe, quindi le cinghie che le reggono) per similitudine

Strambaiùn (sbandata) dall’italiano strambata (voce marinara) con suffisso peggiorativo

Stramüà (spostare) dal latino transmutare

Stranüà (starnutire) dal latino sternutare

Strapùnta (materasso, coperta imbottita) composto da stra + punctum, ad indicare la tecnica di lavorazione di entrambi: cuciti in vari punti dall’ago da parte a parte per fissare l’imbottitura interna in modo che non si ammucchi da un lato

Strassà (strappare) dal provenzale extrasar (spagnolo estrazar)

Stravanià (vaneggiare) dal latino vanus, (vano) con prefisso accrescitivo “stra”

Strepùn (strattone, spinta) e Strepà (strappare) dal gotico strappon

Strinà (bruciacchiare) dal latino popolare ustrinare

Strìu (esile) dal latino strigosus (magro) o strictus (stretto)

Stròluga (indovina) dal greco astrologos

Stroppa (branco di animali) dal francese troupeau (gregge)

Strufugnà (sgualcire) dal gotico straupjan (sfregare), o dal longobardo straufinon. Tedesco stroufen

Strupià (storpiare) dal latino turpis (deforme) con prefisso ex da cui si è ricavato un latino popolare exturpiare

Struscià (spezzare) dal latino popolare extrusare. C’è anche il longobardo trausjan il cui significato letterale è però scroscio di pioggia

Stu (questo) dal latino istum

Stùppa (gemma della vite) voce onomatopeica, dal latino stupa (stoppa) per similitudine

Stùrbu e Stùrburu (torbido) dal latino turbidus con prefisso “ex”

Sugetùsu (timido) dal latino subiectus (soggiogato)

Sumà (carico del mulo) dal latino tardo sauma (basto) vedi anche l’italiano soma

Sumaccu (ammollo di biancheria) dall’arabo summak, arbusto usato per preparare il liquido usato per la concia delle pelli, poi passato ad indicare il liquido stesso in cui le pelli venivano immerse, così come avviene con la biancheria

Sùnbru (ombroso, taciturno) dal latino umbra (ombra) attraverso lo spagnolo sombrio, stesso significato

Suracco e anche Seraccu (grossa sega) potrebbe derivare da sèra (sega) con accrescitivo, oppure, per similitudine da Serracco, formazione di guglie nei ghiacciai

Surcà (scappare) dal latino sulcare nel significato di percorrere

Surfanu (zolfo) dal latino sulphur

Surisà (rabbrividire) voce onomatopeica, dal francese souriceau (letteralmente topolino)

Sussu (brutto) dal latino popolare sucidus (sozzo), provenzale sotz

Sustru (pianto col singhiozzo) forse dal latino medioevale susta = molla, cosa che rimbalza

Sutestu (il rotolo di stoffa che si posava in testa per reggere meglio ceste, secchi o altri pesi) voce onomatopeica (= “sopra la testa”)

Suvegnìse (ricordarsi) come l’italiano sovvenirsi, dal latino sub + venire con il significato di venire alla mente. Vedi anche il francese souvenir

Sustru (singhiozzo con pianto) dal latino subgluttus con significato analogo

Süccu (ceppo di legno) dal latino soccus (letteralmente: sandalo in legno)

Sucheu (zucchero), come l’italiano, dal persiano  sukkarun

Süssà (succhiare) dal latino popolare suctiare, attraverso il francese sucer

 

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