Imperia, intervista a Giorgio Guazzini, coordinatore regionale di Casa Pound sul caso della presentazione del libro di Dominique Venner

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La presentazione del libro ‘Un Samurai D’Occidente’ di Dominique Venner, organizzata nei giorni scorsi da Casa Pound, presso la biblioteca civica di Imperia, è stata rinviata al primo di febbraio. Questo caso ha creato molto scalpore ad Imperia e proprio domani è stato organizzato anche un presidio da parte delle associazioni antifasciste di Imperia, in piazza De Amicis.

La polemica dei giorni scorsi e l’indignazione della cittadinanza, delle associazioni e dei partiti della sinistra si sono riversate sull’assessore alla cultura di Imperia Nicola Podestà, reo di aver concesso la sala della Biblioteca civica a Casapound, associazione di promozione sociale e movimento politico, proprio nel ‘Giorno della Memoria’.

Abbiamo chiesto al coordinatore regionale di Casa Pound, Giorgio Guazzini, il perché secondo lui di tanto clamore.

Cosa c’è veramente secondo lei dietro a tanta polemica?

“In merito all’accaduto mi sento con tutta tranquillità di affermare che la scelta del giorno della presentazione del libro di Venner sia stata del tutto casuale e pertanto assolutamente priva di provocazione. Per noi era un evento come tanti altri, una presentazione di un libro che nulla aveva a che vedere con quella che doveva essere la Giornata della Memoria, dell’olocausto o dell’ebraismo in generale. Infatti, nello stesso giorno Casapound Liguria a Genova si occupava di distribuzione alimentare per le famiglie bisognose e a La Spezia presentava il candidato sindaco. Nel senso che le nostre attività andavano avanti e non ci sembrava un argomento che urtasse la sensibilità di nessuno. Tutto qua!”

Lei pensa che dietro alla polemica ci sia qualcos’altro?

“Secondo me si! Nel senso che, nei giorni a seguire, leggendo tra le diverse dichiarazioni sia emerso il vero motivo di questa polemica. Penso infatti, che il nostro evento, secondo me, sia stato usato da una parte della maggioranza PD imperiese, per attaccare l’Assessore Podestà, per dissidi loro interni. Questo per quanto riguarda la Giunta, invece per quanto riguarda la sinistra antagonista, diciamo che abbiano trovato un’occasione per fare un presidio che poco centrava con la Giornata della Memoria e lo dimostra anche il fatto che il presidio lo faranno ugualmente anche il 1° febbraio, dimostrando che la loro è una strumentalizzazione politica, solo per avere un pò di visibilità, visto che sono spariti ormai da tempo dalla scena politica. Sia il comportamento della maggioranza imperiese della Giunta e quello della sinistra antagonista, secondo me sono realmente un’offesa alla Giornata della Memoria, perché è stata strumentalizzata per fini politici. Questa secondo me è la cosa più grave di tutta la vicenda”.

Cosa ne pensa del disappunto dell’ANPI?

“Se andiamo a vedere bene, quasi tutte le città del nord Italia sono medaglia d’oro della Resistenza e non è assurdo che non si possa esistere o svolgere le nostre attività nei luoghi dove la resistenza ha avuto un ruolo? Anche perché comunque non vedo dove sia l’offesa, siamo una forza politica, portiamo avanti le nostre idee, non siamo ‘anti nessuno’, portiamo avanti le nostre cose, secondo noi l’evento non andava ad urtare la sensibilità di nessuno, non centrava niente con l’ebraismo, con l’olocausto, oltretutto noi abbiamo sempre condannato le leggi razziali, abbiamo sempre detto che sia stato un errore madornale, non siamo assolutamente un movimento antisemita. Quello che è successo è una vera e propria strumentalizzazione realizzata ad opera d’arte dalla sinistra imperiese, architettata tra di loro per avere un pò di visibilità. Noi presentavamo solo un libro e loro hanno preso a pretesto la Giornata della Memoria”.

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