Imperia: Le vespe velutine rischiano di mettere in crisi l’intero ecosistema, è allarme tra gli agricoltori del ponente ligure

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I tecnici dell’Associazione Apiliguria hanno più volte dichiarato di non farcela più a combattere, da soli, contro la vespa velutina e nonostante l’aiuto della Regione, le vespe velutine stanno diventando un effetto virale. La loro diffusione rischia di diventare una seria minaccia anche per la popolazione. Infatti l’insetto, si sta avvicinando pericolosamente agli ambienti urbani, nidificando anche al suolo nei giardini pubblici e privati, su cornicioni, grondaie, cassoni delle tapparelle e persino all’interno di imbarcazioni.
La Vespa velutina, comunemente chiamata Calabrone asiatico è originaria del sud est asiatico. È un imenottero piuttosto simile alla comune vespa crabro (calabrone) ed è riconoscibile per il corpo scuro e la linea gialla che taglia il suo addome, al cui interno è presente un triangolino nero. Si differenzia dalla vespa crabro soprattutto dal colore, più scuro, con nette linee giallo-rossicce in alcune parti del corpo ed è lunga mediamente 30mm. La sua dieta è costituita in gran parte di proteine di cui è composto il corpo delle api, che caccia in prossimità dell’alveare. Gli attacchi sono a volo radente, come gli elicotteri nel film “Apocalipse Now” ed aggrediscono dapprima le api sentinella di vedetta all’ingresso, per poi passare alle numerose bottinatrici di rientro all’alveare. Infine trascinano via i corpi per poterli poi gustare, con calma, nei loro nidi. Lo stress recato alle colonie di api, sotto continuo attacco, annulla l’attività di volo, la deposizione delle uova e porta al collasso gli interi alveari.
Il settore apistico del ponente ligure, si trova in forte crisi, ormai già da qualche anno, a causa dello spopolamento degli alveari e della moria delle api ed ora è costretto ad affrontare questa minaccia con un ulteriore calo produttivo.
I danni che questo imenottero sta causando all’apicoltura rappresentano però, solo la punta dell’iceberg, poiché i danni più gravi si registreranno se non si prenderanno dei seri provvedimenti, all’intero ecosistema. Stiamo parlando di tutte quelle pecie di piante che dipendono dall’impollinazione delle api.

ML

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