Imperia: minacce di morte e “terapia antifascista” per gli attivisti di CasaPound Imperia. “La cosa non ci fa né caldo né freddo”, ha commentato il responsabile provinciale

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Brutta sorpresa l’altra mattina per gli attivisti del gruppo provinciale di CasaPound Imperia, che hanno trovato affissi accanto alla porta della sede di promozione culturale alcuni manifesti con minacce di morte. Si tratta di un’intimidazione esplicita rivolta a tutti i militanti di CasaPound di Imperia.
Per saperne di più, abbiamo intervistato Matteo Diana, responsabile provinciale di Casapound Imperia.
Cosa ne pensa di questi volantini intimidatori?
“L’altro ieri ci siamo recati in sede e abbiamo notato dei manifesti affissi sul portone. Si trattava di 5 manifesti o volantini intimidatori realizzati in modo scadente in A4 bianco e nero con Paint. Sul volantino c’erano delle minacce di morte nemmeno tanto velate. I volantini sulla “terapia antifascista” non erano nemmeno firmati. La cosa non ci fa ne caldo ne freddo! Nel senso che se da una parte il contenuto è molto violento anche perché ci sono delle foto di nostri militanti ed è un fatto abbastanza grave, dall’altra parte si dice che “can che abbaia non morde!”. Non abbiamo paura di questi quattro scappati di casa. Dal loro volantino si evince un livello di preparazione veramente mediocre. La dinamica e gli strumenti usati non ci impensieriscono assolutamente e di sicuro, non abbiamo paura di queste persone e la notte dormiamo tranquillamente. Ad ogni nuova provocazione risponderemo con un’attività politica ancora più intensa sul territorio. Detto ciò, noi proseguiremo tranquillamente per la nostra strada. Infatti, l’attività di CasaPound Liguria in provincia di Imperia è sempre più forte, presto usciremo anche con le nostre attività fuori dalle mura cittadine e andremo nel resto della provincia. Abbiamo sempre più tesserati e una cosa è certa, questo clima di intimidazione non ci spaventa! Non conosco gli esecutori materiali del fatto ma ne conosco perfettamente i mandanti. Sono quei personaggi che non mi andrebbe nemmeno di nominare per non dar loro troppo peso, che poco tempo fa, fuori della biblioteca, avevano invitato i nostri militanti al suicidio e gli stessi che in uno degli ultimi consigli comunali ci avevano contestato in modo abbastanza nevrotico e sconclusionato. Sicuramente i mandanti, vista l’inadeguata preparazione e gli scarsi strumenti a disposizione dei loro emissari, hanno creato inconsapevolmente questo clima di tensione, però sta di fatto che il gesto di affiggere minacce di morte sia stato compiuto. Noi comunque proseguiremo per la nostra strada!”.

ML

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