Via Cascione, Parasio, Tar..

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E dunque è arrivato il ricorso al Tar con cui alcuni commercianti ritengono di poter bloccare i lavori di riqualificazione di via Cascione in vista della pedonalizzazione. Senza entrare nel merito di una questione che trova la città spaccata in due fazioni, un paio di considerazioni sembrano proprio da fare. La prima è che, ormai, tra le amministrazioni ed i cittadini si è operato uno scollamento profondo, e che sempre più spesso ci si rivolge alla Magistratura per dirimere questioni che – democrazia vorrebbe – dovrebbero essere risolte in ben altre sedi. Sembra impossibile che non si riesca a discuterne prima, di certi problemi, per poi decidere con l’appoggio della gente e non “contro”. E’ anche vero che – poi – c’è quasi sempre una minoranza che non accetta le scelte della maggioranza, promuove un “comitato” e cerca in tutti i modi di mettere il bastone tra le ruote e di impedire che una decisione presa democraticamente possa realizzarsi.

La seconda considerazione chiama in causa il Parasio. Il centro storico è stato sistemato molto bene, ma è desolatamente….vuoto. E così la sua bellezza è sprecata, o quasi. Ma perché si è giunti a questa situazione? Non sarà perché il progetto iniziale (quello che prevedeva la realizzazione di ascensori) è stato modificato, e gli ascensori non sono più stati costruiti? Un progetto studiato nel suo insieme può risultare un aborto se realizzato privandolo di parti essenziali. Erano previsti due elevatori, uno accanto al Duomo, in via Cantoni, e l’altro in via San Leonardo, ma qualcuno li ha giudicati “brutti”, è nato prontamente un “comitato” e non se ne è più fatto nulla. Così oggi il Parasio è difficilmente raggiungibile e la catena delle proteste si allunga di un altro anello.

(Nella foto, piazza Parasio al tempo delle auto)

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